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Dopo 15 anni cambia il vertice del DSM: le proposte degli utenti perché sia la “svolta” buona

 

(29 ottobre 2015) Spesso l’emergenza in Italia diventa il pretesto per rimandare problemi annosi o per approvare in sordina provvedimenti “in deroga” alle leggi vigenti. Rischio che corre anche Benevento dove le conseguenze dell’alluvione possono diventare intollerabili per persone particolarmente deboli come quelle con disagio psichico, che in questo momento hanno bisogno non solo di cure e di attenzione, ma soprattutto di essere protette. Compito che, in primis, spetta al Dipartimento di Salute Mentale (DSM): ecco perché ciò che sta avvenendo in questi giorni al suo vertice, può rappresentare una svolta epocale per migliaia di pazienti e per le loro famiglie.  

L’incarico di Direttore del Dipartimento, infatti, affidato per 15 anni al dottor Lucio Luciano - neuropsichiatra ormai prossimo al pensionamento – è scaduto e non è più rinnovabile. Perché dopo 15 anni di conduzione protratta in deroga al Regolamento aziendale - che prevede un incarico triennale rinnovabile al massimo 2 volte – sono venute meno tutte  le condizioni che, anche con qualche “forzatura”, hanno consentito di affidargliene il comando. Comprese le  “forzature” alle quali ha contribuito la nostra associazione quando, nel 2012, pur di far approvare il finanziamento di progetti a favore di persone con gravi problemi psichici – bloccato per la mancanza di un direttore al vertice del DSM – ne sollecitò la riconferma. In effetti il nostro intervento, spinto da un nobile intento, contribuì a sbloccare i progetti. Ma la fase successiva che avrebbe dovuto vedere il direttore del DSM operare a stretto contatto con le associazioni di familiari e il territorio per promuovere le innovazioni terapeutiche che altrove hanno cambiato la vita di milioni di malati, non c’è mai stata. Perché? Forse perché non si può cambiare il presente, né progettare il futuro con protagonisti che appartengono al passato… 

Sta di fatto che quell’incarico occupato per troppi anni – “troppi” rispetto al principio del “ricambio” previsto dal Regolamento nell’interesse degli utenti - dal 1 ottobre è vacante. E oggi, in un momento  di cambiamento epocale anche per il Sannio  a causa di un’alluvione che costringerà la popolazione a una profonda riflessione su sé stessa e sulla gestione del proprio territorio, è fondamentale individuare la persona giusta: capace, cioè di fare luce nella zona più “oscura” della Sanità dove – come internazionalmente riconosciuto - avvengono le più gravi violazioni ai diritti e all’integrità della persona. Perciò questa volta i cittadini non possono “stare a guardare”, ma debbono impedire a chi opera queste scelte, di sbagliare. 

Sulla base, dunque, di tali considerazioni e del ruolo che la legge riconosce alla nostra associazione nella gestione della Salute Mentale, ci sentiamo in dovere di segnalare alcuni criteri per orientare  la scelta. A cominciare dal primo, fondamentale criterio: la Direzione del DSM dovrebbe essere concepita non come una “poltrona” dove sedersi per gestire poteri – come spesso accade - ma con spirito di servizio, dedizione all’utenza, promozione della crescita professionale e del clima umano tra operatori e utenti, impegno nel lavoro di comunità, attivazione di dinamiche partecipative, attenzione positiva verso le periferie umane, sociali e istituzionali. Di conseguenza, in Sanità il criterio dell’ “innovazione” dovrebbe essere al centro delle strategie aziendali: il che significa che, per dare una svolta alla gestione della Salute Mentale nel Sannio, coloro che in politica o al vertice della Asl operano tali scelte, debbono correggere gli errori determinati dal rifiuto di adeguarsi al nuovo in quanto produttori di cattive pratiche.

Solo così sarà possibile porre le basi per una “nuova primavera post-alluvione” nell’assistenza alle fasce deboli.

Dopo l'audizione in Commissione Trasparenza: "Ora bisogna passare dalle parole ai fatti"

 

 

 

(21/4/2015) Le carte sono state messe sul tavolo (non solo metaforicamente) della Commissione Trasparenza grazie all’audizione richiesta al presidente, on. Giulia Abbate, che ha condotto il confronto con tale sensibilità e volontà di approfondimento, da riuscire a far emergere i temi più critici dell’organizzazione del Dipartimento di Salute Mentale.

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"S.o.S" alla Caritas per l'accoglienza urgente di adulti con disagio psichico

 

(22/12/2014) Gentile Don Nicola, come ben sa la nostra Associazione è impegnata da 10 anni nella difesa dei diritti delle persone e delle famiglie che vivono una sofferenza psichica. E in questi giorni di preparazione al Natale le richieste di accoglienza di giovani ed adulti con disagio psichico che bussano alla nostra porta sono motivo di grande inquietudine per chi si batte per il rispetto della dignità di una vita possibile.

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Ecco il dossier della Rete Sociale sulla "MalaSaluteMentale"

 (21/4/2015) Il presidente della Commissione Trasparenza, onorevole Giulia Abbate  (nella foto) 

Ecco il testo della lettera con quale la nostra associazione ha chiesto un'audizione urgente all'onorevole Giulia Abbate, nella sua qualità di Presidente della Commissione Trasparenza della Regione Campania

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Nella nebbia che avvolge la Asl Benevento… uno sprazzo di luce

 

(2/2/2013) Pazienti protagonisti del proprio destino e non “oggetti commerciali” nel business dell’assistenza ad anziani e disabili. Questo il risultato raggiunto oggi grazie alla collaborazione tra Asl, Diocesi e Associazione di familiari: “Un evento straordinario per il miglioramento dell’assistenza nel settore delle Fasce Deboli e della Salute Mentale”.

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