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"S.o.S" alla Caritas per l'accoglienza urgente di adulti con disagio psichico

 

(22/12/2014) Gentile Don Nicola, come ben sa la nostra Associazione è impegnata da 10 anni nella difesa dei diritti delle persone e delle famiglie che vivono una sofferenza psichica. E in questi giorni di preparazione al Natale le richieste di accoglienza di giovani ed adulti con disagio psichico che bussano alla nostra porta sono motivo di grande inquietudine per chi si batte per il rispetto della dignità di una vita possibile.

 

Una dignità che a volte chiede solo di essere presa in considerazione in modo semplice ed immediato, perchè le risposte non sono sempre complesse come i bisogni: grazie anche al sostegno della Caritas, infatti, abbiamo potuto attivare su questo territorio la legge sui Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati con Budget di Salute che consente di dare risposte immediate e appropriate utilizzando gli stessi fondi della Sanità adoperati finora per fornire risposte per lo più inefficaci e costose. 

Ora, dunque, i PTRI con Budget di Salute sono stati regolamentati sia dalla Regione Campania che dalla  ASL Bn e diversi enti co-gestori si pregiano di essere stati promossi e sostenuti proprio dalla Caritas Diocesana per la costruzione di un welfare di comunità autenticamente inclusivo e concretamente operativo.

Ma oggi sono costretta a chiedere il suo aiuto perché, ciononostante, ci troviamo in una  condizione assurda per la quale abbiamo già diffidato le autorità sanitarie competenti (e stiamo approntando ulteriori azioni giudiziarie e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica): diversi pazienti di Benevento, in situazioni di grande disagio sociale per la propria condizione patologica, ci stanno sollecitando ad aiutarli a fare rispettare il loro diritto ad una soluzione che potrebbe essere velocemente ed economicamente risolta facendo ricorso ai  PTRI con Bds.

E’ il caso della signora Carmela:  il 23 dicembre verrà dimessa dalla SIR di Bucciano, perchè la SIR CHIUDERA' PER LE FESTIVITA' NATALIZIE!!! Al di là di ogni considerazione su chi e perché ha disposto tale chiusura – che fra l’altro non trova riscontro in altre Sir dello stesso DSM come quella di Puglianello e Morcone dove, invece, fervono le iniziative per rendere caldo ed accogliente il Natale agli ospiti – il figlio della signora Carmela ha chiesto aiuto al DSM per trovare un’alternativa all’interruzione di cura decisa dallo stesso Dipartimento: ebbene, per la signora Carmela di anni 46 è stato proposto un Natale in una Casa Albergo per Anziani privata a Guardia Sanframondi !!! E questa è solo una delle situazioni disperate segnalateci da altri parenti dei residenti nella Sir di Bucciano ed è solo una delle “anomalìe” di questa struttura pubblica addirittura priva di autorizzazione!  Eppure per Carmela la soluzione esiste: in cura da 20 anni al DSM di Benevento, più volte sottoposta a Trattamento Sanitario Obbligatorio, affetta da psicosi schizofrenica di tipo paranoideo, delirio persecutorio e gravi disturbi del comportamento, è esattamente uno dei destinatari privilegiati dalla legislazione regionale per la sperimentazione dei PTRI con BdS. Ciononostante la sua psichiatra non solo non gliel'ha proposto, ma non ha neanche attivato procedure urgenti per la particolare condizione in cui la signora si troverà dal 23 dicembre.

C’è poi il caso del signor Emilio, paziente noto al DSM da oltre 15 anni e con un passato importante di tossicodipendenza, già ospite della comunità alloggio gestita dal DSM “Il Traguardo” il quale, in assoluta assenza di un progetto personalizzato, è finito in  carcere da cui è stato dimesso da quasi un mese e oggi si ritrova -  a causa della sua condizione patologica -  senza una dimora e senza una rete parentale. Ha chiesto aiuto ad amici in attesa che la sua psichiatra al Dsm approntasse la soluzione richiesta, i quali fino a ieri sera hanno potuto ospitarlo nella propria casa, ma da stasera non potranno più accoglierlo a causa dell'imminenza delle festività natalizie. In questo momento Emilio ha dovuto chiedere ospitalità ad un altro paziente  – anch’esso “scartato” dal Centro di Salute Mentale di Benevento come irrecuperabile -  che ha una piccola casa in affitto in Benevento. Un bel gesto di solidarietà tra due pazienti, magari leggibile come gesto poetico, ma che solleva l’inquietante interrogativo: perché nonostante i regolamenti e le leggi in materia di PTRI, e nonostante la richiesta esplicita di Emilio alla psichiatra che lo ha in carico di una soluzione a lui congeniale in un appartamento di via Meomartini, non vengono attivate le procedura – compresa quella di urgenza - previste dai regolamenti nazionali, regionali e aziendali?  

C’è, infine, il signor Ivan, un giovane trentenne da oltre 10 anni utente del DSM di Benevento che è in SPDC da 15 giorni: la sua casa è stata distrutta dal suo ultimo acting out, sua madre è deceduta e il padre ha fatto disporre un'ordinanza per la quale Ivan non gli si può avvicinare. Ebbene Ivan sarà costretto a trascorrere il Natale in ospedale, nel terribile reparto psichiatrico per i casi in crisi acuta, perchè la sua psichiatra si è incaponita a volerlo inviare alla Comunità Psichiatrica Reverie di Roma. Ho incontrato Ivan la settimana scorsa e mi aveva espresso la sua volontà di non andare alla Reverie – dove aveva già avuto un lungo e fallimentare soggiorno – ma nel borgo di Roccabascerana, una realtà nascente che proprio per questo lo intrigava: “Mi piacerebbe contribuire a far crescere un posto nuovo”. Ma la sua psichiatra, anzichè attivargli subito un PTRI per Roccabascerana come prevede la legge per il suo caso e soprattutto come chiedeva egli stesso, ha portato avanti un incaponimento sbagliato quanto inutile: quando lo stesso Ivan – disperato dal protrarsi della permanenza in SPDC aveva deciso, suo malgrado, che fra i due mali la Reverie fosse il minore – prendendo contatti con questa Comunità si è scoperto che in ogni caso non potrebbero accoglierlo prima di metà/fine gennaio ! 

Da questi tre casi emerge, dunque, una realtà terribile che ci riporta indietro nel tempo: a una “vecchia psichiatria” che spostava i malati come pacchi da un posto all’altro senza riguardo per la loro volontà, identità e diritti di “persone”.  

Perciò, Don Nicola, come Associazione nata proprio per la difesa dei diritti dei pazienti psichiatrici, le chiediamo di aiutarci a difendere questi diritti sensibilizzando le strutture afferenti alla Caritas Diocesana ad attivare una procedura di accoglienza urgente per queste tre persone. Da parte nostra vi garantiamo tutto il nostro impegno e quello degli avvocati che ci affiancano con spirito di volontariato, affinchè in tempi rapidissimi vengano attivate le procedure di invio previste sia dall'Art. 3 lettera F del Regolamento Aziendale di Attivazione dei PTRI dei BdS (delibera n.337 del 23/10/2014), sia dall’Art. 7 del “Regolamento per l’Accesso e l’Erogazione dei servizi Sociosanitari” (art.41 della L.R. Campania n.11/07 e della D.G.R. Campania n. 41/2011).

Certi di un sollecito riscontro, porgiamo cordiali saluti

Per “La Rete Sociale onlus”, il presidente Serena Romano

 

 

E Don Nicola De Blasio raccoglie l’Sos della Rete Sociale:

                     “I tre malati psichici avranno un sereno Natale…

             ma non è giusto dare per carità, ciò che spetta di diritto”

 

 Emilio, Carmela e Ivan le tre persone affette da disagio psichico per le quali “La Rete Sociale”, ieri, aveva chiesto pubblicamente aiuto alla Caritas, potranno passare un sereno Natale. Ma proprio le parole contenute nella lettera di risposta di Don Nicola De Blasio, direttore della Caritas inviata prontamente all’Associazione di Familiari dei sofferenti psichici, sollevano inquietanti interrogativi di tipo “terapeutico” sulla mancanza di tempestività e di impegno con i quali il Servizio Pubblico di Salute Mentale assolve ai suoi doveri sulla “presa in carico” di pazienti psichiatrici, obbligatoria per legge. Scrive, infatti, Don Nicola nella sua lettera al Presidente della “Rete Sociale”, Serena Romano:

 

“Gentile Serena, innanzitutto mi preme ringraziarla per la premura che Lei e la Sua associazione dimostra ogni giorno  per i più deboli. Dopo aver  riletto attentamente l'SOS lanciato in aiuto  di  Emilio, Ivan  e Carmela,  la Caritas Diocesana  di  Benevento ha  richiamato tutte le strutture di accoglienza a  noi  vicine  perchè dessero un chiaro  segnale di accoglienza a chi, abbandonato dai servizi  pubblici, si troverà a vivere una condizione di estremo disagio  proprio nel periodo delle festività  natalizie. Hanno  raccolto   l'invito  le  Cooperative Sociali  impegnate a  Benevento,  Chianche, Roccabascerana e Campolattaro. Potete dire, dunque, ai diretti interessati di poter contare su di noi, contattando il nostro Centro  Ascolto  in piazza  Orsini  anche  in giornata o al massimo nella giornata di domani. Già da  domani sera  potranno essere alloggiati  presso le strutture suddette. Ciò solo  per  provvedere in tempi  brevissimi ad  un'esigenza di amore fraterno che  non  può tollerare tempi  di attesa: ma ci aspettiamo che l'azione di advocacy  portata avanti  da Lei e dai suoi soci riporti immediatamente lo stato di diritto. Non siamo  affatto  soddisfatti, infatti,  di dover  dare  per carità  ciò che spetta di diritto a questi fratelli”.

 Una risposta tempestiva ed efficace, infatti, non è un “optional”, ma un elemento ineliminabile per il buon risultato di ogni terapia: fisica o psichica che sia. Ed avere una terapia efficace dal Servizio Pubblico finanziato dai cittadini non è una concessione, né un’elemosina: è “un diritto” esigibile per legge per il quale si battono proprio le Associazioni di Familiari il cui ruolo, non a caso,  è ormai istituzionalmente riconosciuto.